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L’INTERVENTO

Pubblicato da: argentusl su: Settembre 17, 2008

Gianfranco Fini ha tagliato la testa al toro e ha giustamente ricordato che gli aspetti negativi del fascismo non riguardano solo il 1938, l’anno delle leggi razziali, ma partono dalla presa violenta del potere, nel 1922-1923. Il documento di Fiuggi e ancor più l’ultima presa di posizione di Fini costituiscono un presupposto idealmente assai solido per la costituzione del partito del Popolo della libertà che è il punto d’incontro, su inequivocabili principi liberaldemocratici, riformisti, antifascisti, di chi viene dalle posizioni della destra democratica, da quelle dei cattolici-liberali o dei cattolico-sociali, dei socialisti-riformisti e dei liberali tout court. Queste aree politico-culturali costituiscono il retroterra di Forza Italia, di An e di tutte le altre forze che hanno dato vita alla lista che sotto la leadership di Berlusconi ha vinto le elezioni.Non è accettabile che la sinistra si presenti come una sorta di superiore tribunale della storia. Infatti non possiamo dimenticare che per larga parte il fascismo fu provocato dal «diciannovismo» cioè dall’estremismo sconsiderato di massimalisti e comunisti (non a caso fu emarginato Turati e il suo progetto di «Rifare l’Italia» con le riforme). Il PcdI, nato dalla scissione dal Psi del 1921, perseguiva l’obiettivo della conquista armata e rivoluzionaria del potere che avrebbe dovuto portare alla «dittatura del proletariato» o meglio alla dittatura di un partito, e quindi aveva un’ipotesi contrapposta ma simile a quella fascista.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=291142

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