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I polacchi tornano a casa

Pubblicato da: argentusl su: Ottobre 3, 2008

L’immigrato polacco, pronto a riparare i rubinetti del bagno di casa per un compenso largamente inferiore alle tariffe degli idraulici indigeni, era una figura retorica. Uno spauracchio agitato dagli euroscettici in Francia nel 2005 per attrarre facili consensi di origine xenofoba nella propaganda referendaria per il no alla Costituzione europea. Quel fantasma ha però centinaia di migliaia di connazionali in carne ed ossa, che vivono e lavorano al di là della Manica. Fanno i muratori, i commessi o i camerieri, e sono personaggi così poco immaginari, che nel momento in cui decidono di fare le valigie e tornare in patria, nei cantieri edili di Londra si diffonde il panico. Come faremo a costruire gli stadi per le Olimpiadi del 2012?Le agenzie responsabili dei lavori hanno lanciato un doppio allarme. Uno ha a che fare con la crisi finanziaria internazionale ed è la «quasi impossibilità» di ottenere un prestito dalle banche private in questo momento, denuncia John Armit, presidente della Olympic Delivery Authority. L’altro è l’esodo massiccio degli operai polacchi, che costringerà a spendere 20 milioni di sterline (oltre 25 milioni di euro) per riqualificare la manodopera locale destinata a sostituirli.Sembra incredibile ma nel giro di quattro anni è cambiato tutto. L’adesione di Varsavia all’Unione europea nel 2004 liberava un potente flusso migratorio dal Paese di Walesa e di Wojtyla oltre confini che di colpo non costituivano più una barriera.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79539

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