Argentusl’s Weblog

In rialzo Bund e Btp

Pubblicato da: argentusl su: Ottobre 3, 2008

Il secondario italiano ha ampliato il rialzo mentre i Bund sono passati in territorio positivo dopo le parole del presidente della Bce Jean-Claude Trichet. Ora il mercato si attende un taglio dei tassi entro fine anno. E così il future sul decennale Bund di riferimento ha toccato il massimo di seduta a 115,70 con un rialzo di 37 centesimi, dopo un minimo in giornata a 114,83.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=295208

«Se Alitalia fallisce, garanzie a rischio»

Pubblicato da: argentusl su: Settembre 17, 2008

Quarantotto ore. Questo il tempo rimasto per salvare Alitalia dal fallimento. Ma mentre salta il tavolo con tutti i sindacati riuniti, il premier parla chiaro: solo tramite un accordo è possibile garantire un certo trattamento per i dipendenti in esubero. Ma la sensazione diffusa è comunque che – tra accelerate e brusche frenate – la pista imboccata per Alitalia sia quella giusta. Oggi dovrebbero incontrarsi tutti i sindacati, il governo e la Cai. E il ministro del Welfare Maurizio Sacconi punta a chiudere. Alla Magliana, ieri, si è fatta vedere anche la Guardia di finanza. Che vuol veder chiaro sui bilanci degli ultimi dieci anni della compagnia aerea.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=291035

La sconfitta di Badaloni

Pubblicato da: argentusl su: Settembre 17, 2008

Piero Badaloni non ce l’ha fatta. La struttura di Rai International da lui diretta l’ha sfiduciato. O meglio: ha sfiduciato il piano di riassetto della testata che lo stesso Badaloni aveva presentato in redazione. Nuova sconfitta, dunque, dopo una carriera politica di seconda fila e un ritorno in punta di piedi nell’azienda madre. Ora il nuovo intoppo e la bocciatura di tutto il piano. Eloquenti le cifre della disfatta di Badaloni: al voto 52 redattori sui 59 aventi diritto a partecipare. Di questi, in 27 votano contro il direttore a fronte di 20 contrari e 5 astenuti. Il piano non passa, per Badaloni è l’ora della sconfitta in una struttura di retrovia dell’azienda di viale Mazzini.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=291061

L’INTERVENTO

Pubblicato da: argentusl su: Settembre 17, 2008

Gianfranco Fini ha tagliato la testa al toro e ha giustamente ricordato che gli aspetti negativi del fascismo non riguardano solo il 1938, l’anno delle leggi razziali, ma partono dalla presa violenta del potere, nel 1922-1923. Il documento di Fiuggi e ancor più l’ultima presa di posizione di Fini costituiscono un presupposto idealmente assai solido per la costituzione del partito del Popolo della libertà che è il punto d’incontro, su inequivocabili principi liberaldemocratici, riformisti, antifascisti, di chi viene dalle posizioni della destra democratica, da quelle dei cattolici-liberali o dei cattolico-sociali, dei socialisti-riformisti e dei liberali tout court. Queste aree politico-culturali costituiscono il retroterra di Forza Italia, di An e di tutte le altre forze che hanno dato vita alla lista che sotto la leadership di Berlusconi ha vinto le elezioni.Non è accettabile che la sinistra si presenti come una sorta di superiore tribunale della storia. Infatti non possiamo dimenticare che per larga parte il fascismo fu provocato dal «diciannovismo» cioè dall’estremismo sconsiderato di massimalisti e comunisti (non a caso fu emarginato Turati e il suo progetto di «Rifare l’Italia» con le riforme). Il PcdI, nato dalla scissione dal Psi del 1921, perseguiva l’obiettivo della conquista armata e rivoluzionaria del potere che avrebbe dovuto portare alla «dittatura del proletariato» o meglio alla dittatura di un partito, e quindi aveva un’ipotesi contrapposta ma simile a quella fascista.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=291142

Diminuisce l’allarme per Ike: scende a categoria 1

Pubblicato da: argentusl su: Settembre 16, 2008

L’uragano Ike ha cominciato a perdere d’intensità, dopo che l’ ‘occhiò del gigantesco fenomeno meteo ha lasciato le acque del Golfo del Messico ed è entrato nel Texas. Il National Hurrican Center lo ha declassato adesso dalla categoria 2 a 1. Il centro di Ike viene indicato a diverse decine di km all’ interno del Texas, con venti di intensità intorno ai 145 km orari. L’uragano si appresta a trasformarsi in tempesta tropicale, ora che non è più alimentato dalle acque calde del Golfo, e dopo il Texas si sposterà sull’Arkansas. L’uragano Ike minaccia di abbattersi sulla costa del Texas e della Louisiana con una potenza altamente distruttiva.Alberi caduti, semafori volati via e vetrate in frantumi nelle strade: così si presenta Houston alle prime luci del giorno nelle immagini ‘live’ delle Tv americane dal centro della città, ancora sotto gli effetti del passaggio dell’uragano Ike.Il grattacielo JP Morgan Chase, il più alto della città con 75 piani, secondo la Cnn ha vetrate danneggiate per il vento fortissimo che ha investito la città, con raffiche superiori ai 200 km orari. Secondo il quotidiano Houston Chronicle, danni si sono verificati anche ad un edificio allestito dalla protezione civile per ospitare rifugiati.Oltre 4,5 milioni di persone risultano senza energia elettrica e le previsioni sono che la situazione resti difficile su questo fronte forse per i prossimi 2-3 giorni.Il bilancio delle vittime sarebbe salito a tre morti, il primo dei quali venerdì sera, un bambino di 10 anni travolto da un albero.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78939

Borse ancora in picchiata, la Fed non taglia i tassi – Economia

Pubblicato da: argentusl su: Settembre 16, 2008

Banche centrali in campo per cercare di placare il panico: in soli due giorni la Bce inietta sul mercato 100 miliardi di dollari, la Banca Centrale d’Inghilterra 25 miliardi di sterline, quella giapponese 3.500 miliardi di yen (23,4 miliardi di euro). Interviene anche la banca centrale svizzera, anche se senza svelare l’importo dell’operazione. La Fed, dopo aver allentato negli ultimi giorni le garanzie richieste per finanziamenti ai big di Wall Street, immette 70 miliardi di dollari. Ma, deludendo Wall Street, decide di lasciare invariati al 2% i tassi di interesse, pur constatando come la situazione dei mercati si sia recentemente deteriorata. Se lunedì era stato il crack di Lehman Brothers a seminare il panico sulle borse mondiali, ci ha pensato lo spauracchio sul futuro del colosso Usa delle assicurazioni Aig. Le voci di un possibile salvataggio allo studio da parte del governo Federale, rimbalzate da un canale tv d’oltreoceano, non hanno riportato fiducia nel Vecchio Continente malgrado Wall Street abbia azzerato le perdite. L’Europa, Milano inclusa, limita i dannisul finale ma archivia un’altra seduta in rosso profondo. Il Mibtel chiude a -2,52% e lo Spmib a -2,72%, questo sempre sotto quota 27mila punti. Tra le consorelle la peggiore è Amsterdam a -3,5% tallonata da Londra a -3,4%. Unica a galla Madrid. Perdono meno del 25 Parigi e Francoforte. Scambi in salita per 7,4 mld di controvalore. È questo dell’Aig ora la terza falla dell’economia americana.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79032

Acqua ai privati, bollette da usura. Il nuovo oro è blu – Economia

Pubblicato da: argentusl su: Settembre 16, 2008

Più preziosa dell’oro, più redditizia del petrolio. In Italia l’acqua, da bene primario, da diritto fondamentale si sta trasformando in merce per multinazionali. Un business sempre più redditizio. Negli ultimi cinque anni le tariffe sono aumentate in media del 35 per cento. Una crescita seconda solo a quella del greggio. E figlia di una privatizzazione feroce, compiuta in nome di una falsa efficienza. Ottenuta, spesso, con la complicità delle istituzioni pubbliche che, per incompetenza o per colpa, hanno abbandonato agli appetiti dei privati il controllo e la gestione del sistema idrico.Il punto di svolta è il 5 gennaio del 1994 con la Legge Galli (poi confluita nell’aprile 2006 nel Codice Ambientale) che viene emanata con l’obiettivo di semplificare la gestione pubblica delle acque, all’epoca ripartita tra ben novemila diversi soggetti. Vengono definiti 91 Ato (Ambiti territoriali ottimali), ovvero le aree di riferimento per la fornitura dei servizi idrici. Ciascun Ato è posto sotto il controllo degli enti locali. I quali, però, hanno spesso il doppio ruolo di azionisti affiancando i privati. Che in un mercato potenziale da 8 miliardi di euro si ficcano a capofitto. Come ‘Acea’ o le multinazionali francesi ‘Suez’ e ‘Veolia’, che tra gestione e incroci azionari, si stanno mangiando fette di territorio a costo quasi zero. Perché i privati nell’acqua non investono o investono poco. Neanche il 10 per cento del dovuto.Come rilevato dall’Antitrust, per l’acqua si assiste alla sostituzione di monopoli pubblici con monopoli privati.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79031

Pd, parte l’autunno caldo in vista del 25 ottobre

Pubblicato da: argentusl su: Settembre 16, 2008

Il Pd scalda i motori, o meglio le piazze, in attesa della manifestazione nazionale del 25 ottobre. Il coordinamento del partito ha deciso di far partire una mobilitazione in quattro fasi che precederanno la manifestazione del 25 ottobre. Ogni diversa fase dell’iniziativa toccherà un diverso problema. La mobilitazione, che si snoderà tra comizi, volantinaggi e meeting, si svolgerà nei luoghi dove il problema preso in esame è più sentito. Si inizia con la scuola dal 26 al 29 settembre. Per contrastare la riforma della scuola targata Gelmini, in particolare i più di 100 mila tagli al settore e la reintroduzione del maestro unico, i democratici si daranno appuntamento proprio davanti alle scuole. Questa prima fase culminerà il 29 con una sorta di scuola day in cui è previsto, a Roma, l’intervento di Veltroni. Il secondo tema sarà il caro vita, al centro dell’attenzione dal 3 al 6 ottobre. La mobilitazione si sposterà dunque nei mercati e davanti ai supermercati. In Italia l’inflazione viaggia intorno al 4% ma il governo ha previsto un’inflazione programmata dell’1.7%. Una decisione che ha portato all’impoverimento di una vasta fascia di lavoratori, soprattutto quelli dipendenti, le cui buste paga rimangono quasi ferme mentre i prezzi galoppano. In questo caso si chiuderà in un capoluogo del nord. Nella terza fase, in programma dal 10 al 13 ottobre, si prosegue con i temi economici: si affronterà la questione salari e stipendi, inscindibilmente legata al carovita.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78862

Tornano alla memoria, in queste ore, leggendo i dispacci d´agenzia sull´Alitalia, ascoltando nei telegiornali le parole sommesse o gridate di piloti o hostess o meccanici, altre storie. Storie di altre sconfitte che rappresentarono in qualche modo la fine di un´epoca. Ero stato come cronista, nell´autunno del 1980 per 35 giorni e 35 notti alla Fiat, a Torino. Avevo visto e vissuto quella vicenda sindacale, culminata in una sconfitta. Scrivevo ogni giorno per questo stesso giornale, allora diretto da Alfredo Reichlin, le mie lunghe cronache. Ascoltavo le voci degli operai e quelle dei dirigenti di allora, politici e sindacali: Luciano Lama, Pierre Carniti, Sergio Garavini, Claudio Sabattini, Fausto Bertinotti, Giorgio Benvenuto, Piero Fassino, Diego Novelli, Giuliano Ferrara… Tanti nomi che si accavallano nella memoria, fino alla visita di Enrico Berlinguer, oggetto di tante strumentalizzazioni. Ho rivisto, tempo fa, nel bel film di Francesca Comencini, Fabbrica, Bruno Trentin davanti ai cancelli di Mirafiori che inascoltato, con la sua foga razionale, sosteneva la necessità di abbandonare la perdente lotta ad oltranza per abbracciare forme di lotta articolate, capaci di durare. Tempi lontani. Oggi quella storia si ripete? I nuovi Cipputi, senza tuta, sono le donne e gli uomini di Fiumicino, di Linate, della Malpensa? C´è chi in questi giorni sostiene che per l´Alitalia ci vorrebbe una nuova marcia dei quarantamila. Il riferimento è a quella manifestazione di massa, non certo spontanea, voluta e organizzata dalla Fiat, che mise in moto il 14 ottobre del 1980, quarantamila tra impiegati, capireparto, capo-officina.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78997

Abolizione dell’opposizione – Fronte del video

Pubblicato da: argentusl su: Settembre 15, 2008

Tg2 ore 13: abolizione dell’opposizione. Non un minuto, non una notizia, non una citazione per forze politiche esterne alla maggioranza. Lungo servizio per Berlusconi e un aggiornamento sull’Alitalia durante il quale è stata data la parola al ministro Sacconi, senza alcun contraddittorio. Giustamente lungo e documentato il filmato sul presidente della Camera Fini e le sue importanti dichiarazioni, accompagnate, per amore di simmetria, da una inutile citazione del presidente del Senato Schifani. Poi, ovviamente, il Papa a Parigi e qualche notizia di cronaca disastrosa. Ed è tutto. Ma, per tornare a Fini, il suo intervento davanti ai giovani di An (partito peraltro estinto) ha smentito le gravi retromarce parafasciste di Alemanno e La Russa, sostenendo che «ogni democratico deve essere antifascista», cioè credere a libertà, uguaglianza e giustizia sociale. Bravo. Avrebbe potuto aggiungere che la libertà contempla l’esistenza dell’opposizione, tanto per farlo sapere al direttore del Tg2 Mazza, che è del suo stesso fu partito.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78980